Famiglie Storiche di Ponzano Veneto

La famiglia: Becevello

Becevello

image  Gruppo di famiglia davanti alla vecchia casa Becevello.
ORIGINE DEL COGNOME
Dal casato francese De Beçevel della zona di Montpellier giunto in Italia con le armate napoleoniche.

FRAZIONE DI PROVENIENZA | Ponzano

PRESENZA DOCUMENTATA NEL TERRITORIO
APPO: 1840, Bianchin Giovanni villico sposa Becevel Margherita (RASMO) oriunda di Padernello; 1845, Beccevel Lorenzo (RASMO) di Domenico villico sposa Pierobon Angela (MERLO) di Giuseppe villico.

1855: Becevello (RASMO) viene battezzato.

AC: Luigi Becevello nato a Paese il 25-5-1878 arriva a Paderno il 4-8-1898.

CAPOSTIPITE |
Probabilmente Erasmo, vissuto nel XVIII secolo da cui deriva il soprannome.

SOPRANNOME | Rasmo-Rasmi

image 1942. Via Roma (a strada granda, sullo sfondo la casa di Pietro Pizzolon) Angelo Becevello e Assunta Geromin sposi.
image 1943. Nonna Matilde Frassetto con la nipotina Luigina.
NOTIZIE E CURIOSITÀ
image 1916 circa. Angelo primo a sinistra in alto, sotto di lui la maestra Gina Tomaselli.

La Famiglia Becevello proviene da “Brusaporco” oggi Castelminio di Resana.

Nel 1868 arriva a Paese, ma, come dimostrano i documenti sopracitati, un ramo dei Becevello già dagli anni ’40 dell’800 era trapiantato a Paderno su un fondo di proprietà del Pio Istituto degli Esposti di Venezia che era dislocato a Ponzano.

La famiglia andò in seguito ad abitare nelle adiacenze della villa ceduta dal nobile Minelli al Pio Istituto degli Esposti, oggi sede ufficiale della Benetton Group.

Giuseppe (classe 1840) e Angelo (classe 1848), figli di Pellegrino, si sistemarono tutti in un unico casolare nella campagna di Sovernigo dove lavorarono come mezzadri della famiglia Algarotti.

image 1945. Giovanna Becevello sorella di Luigi con le nipotine Luigina e Olinda.
image Anni ’40. Angelo Becevello con la livrea da cameriere.

Giuseppe sposò Maria Maddalena Loro e da lei ebbe 4 femmine e un maschio di nome Giovanni (classe 1870), invalido della Grande Guerra, sposò Elisa Tonetto e da lei ebbe 13 figli, dei quali sopravvissero soltanto sei.

Angelo sposò Lucia Toniolo e anche lui ebbe 4 femmine e un maschio di nome Luigi Giuseppe, che si trasferì a Ponzano nel 1898, come risulta dall’anagrafe comunale.

image 1950. Da sinistra: Luigina, Pierluigi e Olinda.


image 1958. Ivano con il triciclo di ferro va lungo il cavin dalla casa dello zio Iseo alla sua casa.
Nella famiglia di Giuseppe ed Angelo residenti a Sovernigo, entrò nel 1890 Albina Lucarelli, una bambina di otto anni, figlia di genitori ignoti, che venne affiliata ai Becevello come figlia d’anima. Era chiamata “zia” dai figli di Giovanni.

In età adolescenziale lavorò al servizio di nobili veneziani e fu proprio a Venezia che conobbe Gabriele D’Annunzio che la volle portare al Vittoriale come cuoca personale e responsabile della cambusa (cucina). D’Annunzio la soprannominò “Suor Intingola”.

Da Luigi di Angelo discendono Angelo (classe 1910) e Ivano, Mario (classe 1921) e Renato.

Le notizie sopra riportate sono state tratte, in parte, da Mariano Berti, “Famiglie d’altri tempi”, Pro Loco comunale di Paese, Paese 2003, da“E ti… de chi situ fiòl?” sempre dello stesso autore, Editoriale Programma, gennaio 2021.

image Camalò aprile 1952. Mario Becevello e Rina Rizzardo sposi. Testimone Vito Gola.
image 1960. Ivano.
Dai ricordi di Ivano Becevello (1956-2022) di Angelo

Luigi Becevello di Angelo, mezzadro dei conti Guarnieri, con la sua numerosa famiglia, abitava in un grande casolare in via delle Venti.

image1954. Graziella, figlia di Mario e Rina, a un anno, davanti alla casa nuova.
Questa costruzione, oggi ristrutturata, esiste ancora all’attuale numero civico 21.

Luigi (classe 1878) e Matilde Frassetto ebbero 5 figli: Regina, Angelo (Rasmo), Mario (Iseo), Maria (a seca), Giuseppe (Toni).

Nei primi anni ’50 Angelo e Iseo si spostarono in via Camalò in due case costruite nei terreni dislocati a fianco dell’attuale Agriturismo “La Rosina” e dove tuttora abitano i loro discendenti.

Angelo (classe 1910) negli anni ’40 era cameriere presso i Conti Guarnieri che all’epoca erano proprietari della villa oggi conosciuta come “Relais Monaco”.

Terminato il rapporto di lavoro con i conti, fece il muratore e si dedicò alla campagna.

Angelo e Assunta Geromin ebbero 6 figli: uno morto in tenera età, Luigina (classe 1942), Olinda (classe 1944), Pierluigi (classe 1948), Teresa (classe 1952) e Ivano (classe 1956). Luigina e Olinda negli anni ’60 emigrarono a Baar (cantone Zugo-Svizzera) dove lavorarono in un ricamificio meccanico e rientrarono in Italia nel 1966.

Pierluigi lavorò come carrozziere a Montebelluna e poi all’ospedale di Treviso come infermiere nel reparto di cardiologia. Purtroppo morirà a soli 39 anni per malattia. Teresa, sposata Torresan, è stata operaia alla S. Remo di Paderno, nota fabbrica di proprietà Comunello.

image Metà anni ’50. Scuola di Campagna (scuola baraca). Pierluigi al centro.


image Fine anni’50. Angelo e Assunta con i figli Olinda, Teresa e Ivano.
image Jesolo, Assunta seconda da sinistra con amiche e figli al mare.

Ivano, diplomato elettromeccanico, lavorò nel settore del legno per diverse ditte: la ICET di Villorba, diventata poi MONDIAL, la T4 di Breda e la tranceria Priula al Ponte della Priula.

Andato in pensione, si dedicò con passione ai suoi hobby preferiti: la scultura su legno e pietra e soprattutto all’arte culinaria, grazie alla quale, si dilettava nella preparazione di squisiti piatti presentati con gusto e fantasia.

image Baar (CH). Da sinistra; la prima è Luigina, la terza Olinda..


image Assunta cacciatrice.
Inoltre Ivano, assieme a Silvano Durante (Meneghin), Giuseppe Graziotto (Bepi Vettorasso), Renato Becevello e Roberto De Longhi, fu uno dei promotori e fondatori della Sagra della Ciliegia in località Baruchella.

Questo importante evento iniziato alla fine degli anni ’80, andò a sostituire la storica Sagra della Madonna del Rosario (7 ottobre) che si svolgeva in una stagione piovosa e quindi poco adatta per questo tipo di manifestazioni. Infatti la Sagra della Ciliegia si svolge tutti gli anni in un periodo più propizio, a cavallo tra maggio e giugno, richiamando sempre un vasto pubblico che ne apprezza l’organizzazione.

image Mario alpino.
image Anni ’60. Luigina e Olinda di ritorno dalla Svizzera.