Le Rondini di Ponzano Veneto

Emigrata perché innamorata della Svizzera

Mattiazzo Luigina è nata a Ponzano Veneto nel 1935, dove abita.

L’intervista è stata realizzata il 15 luglio 2011 da Pizzolon Pietro e Luigino Righetto.


Nel 1956 sono stata ad Arbon in Svizzera per una gita di piacere con la scusa di far visita a mia sorella Odila.
Si era sposata l’anno prima ed era andata ad abitare in Svizzera con il marito Angelo Bazzo, lasciando a casa nostra suo figlio Flavio, appena nato.

Allora in alcuni Cantoni Svizzeri, gli stranieri non potevano avere o portare figli con sé. Fonti ufficiali parlano di bambini clandestini tenuti segregati in casa e istruiti presso scuole private.Sono rimasta in Svizzera per quaranta giorni. Durante quel periodo ho accudito mio nipote di appena undici mesi.
Arbon è una bella cittadina, ordinata e pulita, sul lago di Costanza.
Dista circa quattordici chilometri da San Gallo, il capoluogo del Cantone Tedesco.
Mi ha impressionato l’educazione, la puntualità e la gentilezza della gente. Il bel ricordo che mi sono portata a casa, mi ha convinto l’anno successivo ad emigrare in cerca di lavoro.
Sono ripartita di mia spontanea volontà anche questa volta con il nipote e sono stata ancora ospite di mia sorella.
Ho trovato subito lavoro come cucitrice presso una fabbrica di confezioni per donna. Vi erano occupate circa 100 operaie.
Quasi tutte lavoravano a cottimo.
Ero felice del lavoro, tanto che anche mia sorella ha chiesto e ottenuto di trasferirsi nella mia stessa fabbrica.
Sono rimasta qui per quattro anni. Nel frattempo per problemi di salute, ho dovuto interrompere il lavoro. Sono tornata a casa anche perché mia madre si era ammalata e aveva bisogno di assistenza.
Ricordo di aver stipulato una polizza per garantirmi il posto di lavoro nel caso fossi tornata entro due anni.
Passato il momento difficile e dopo la guarigione di mia madre, sono tornata nella stessa fabbrica ad Arbon.
Il titolare possedeva altre fabbriche a Zurigo, Frauenfeld e Arbon.
Organizzava ogni anno a sue spese un trenino per salire in alta montagna o un battello per un giro nel lago di Losanna.
Vi partecipavano tutti i dipendenti e la gita durava anche più giorni.
Ho lasciato nuovamente il lavoro per rimpatriare e nel 1964 sono tornata nuovamente a San Gallo per lavorare in un’ altra fabbrica.
Oltre alle confezioni da donna, ricamavano fazzoletti e lavoravano il pizzo di San Gallo.
Mia sorella continuava a lavorare nella vecchia fabbrica.

Nel 1975 mio padre è morto improvvisamente e mia madre, rimasta sola e anziana aveva bisogno della mia presenza.
E' così che nel 1977 sono rimpatriata definitivamente per restare con lei.

Sono felice della mia esperienza all’estero anche se penso che avrei trovato lavoro pure in Italia.
Quando è mancata mia mamma, avevo già 48 anni.
Avevo ristrutturato la casa e in Svizzera le cose erano cambiate.
Molte delle compagne di lavoro se ne erano andate ed allora ho preferito restare qui, dove vivo nella casa dei miei vecchi.

Alla fine ha vinto l’amore per la casa paterna.