A Spasso per le Antiche Osterie di Ponzano

LE “FRASCHE”

image 1956. Via Cicogna, all’altezza del Borgo Ruga: post-matrimonio tra Catterina Giacomel Mercede e Vittorio Bianchin (entrambi di Paderno). Sulla destra si vede la frasca di Anselmo Povegliano.
image Anni ’50. Achille Povegliano e Giuseppe Sartorello all’angolo del casoin “da Biscaro” vicino alla buca delle lettere.

“DA ANSELMO”
Di proprietà della famiglia Povegliano detti Capossoi negli anni ’50.

Si trovava in via Cicogna all’altezza del Borgo Ruga.

FRASCA DI ROMILDA PRETOTTO TIVERON
Negli anni ’60 si trovava a Merlengo in via Colombera all’altezza della fabbrica di serramenti FISLE

CASA ROSSA O ALLA CUCCAGNA
Di proprietà della famiglia Piccolo, si trovava all’altezza dell’attuale rotonda del Relais Monaco, precisamente dove oggi c’è la casa moderna di Renato Gagno. Era gestita negli anni ’60 da Flavia Maraga. Presso questa frasca si poteva consumare vino, birra in bottiglia, spuma e aranciata.

PALAZZO CAMPBELL – CARIOLATI
Si trovava in via Fontane a Ponzano, già sede municipale nell’800 fino ai primi del ’900, venne utilizzato come osteria nell’800.

FRASCA “DA MOMI”
Si trovava in via Ruga a Paderno. Nei primi anni ’60 Gerolamo Pretotto detto Momi apre una frasca nella propria abitazione di via Ruga a Paderno assieme alla moglie Alba Coran.

I primi tempi i rappresentanti di vini e liquori non andavano nel nuovo esercizio di Paderno, così Alba, coadiuvata da Santina Pizzolon, a bordo di una motoreta sidecar, andava a prendere le damigiane di vino nei pressi della Porta Santi Quaranta a Treviso nel negozio di proprietà della famiglia Tomaselli.

Nella frasca facevano sosta, oltre alla gente del Comune e dei paesi limitrofi, anche i paesani emigrati che, tornati dall’estero, d’estate facevano provvista di liquori perché qui costavano meno.

Da Momi si poteva consumare ’na onbra o un quarto di vino, un bicchierino o una birra, ma si potevano comprare anche gelati, caramelle, dolciumi e generi alimentari.

Un simpatico episodio che merita di essere citato riguarda don Remigio Tessarolo che, trovandosi a benedire la casa di Momi, dopo aver svolto il proprio dovere di prete, accettò dietro insistenze del paron de casa, un bicerin de Cognac. Don Remigio lasciò i soldi sotto il bicchierino e quando Momi obiettò dicendo che era offerto, il parroco esclamò: “Come lavoro mi, xe giusto che te lavori anca ti!”.

Un divertente aneddoto è anche quello che vede protagonista don Marco Girardi il quale, durante l’omelia in chiesa disse che non si sarebbe dilungato più di tanto, altrimenti “Momi chiude” e i soliti avventori avrebbero perso il solito giro di onbre!

Nel 1977 la gestione della frasca passa ad Alba che subentra al marito colpito da paralisi.

L’esercizio cesserà l’attività nel 1999 lasciando tanti clienti disorientati, non solo quelli di una certa età, ma soprattutto i ragazzini delle scuole che si recavano a prendere le caramelle sfuse dalla Alba.

(Dai ricordi di Alba e figli M. Rosa e Giacomo).

image 1934. Giovanni Battista Michielon Nino brinda davanti all’insegna in latta della Ferro China Baliva.
image 1Anni ’40. La famiglia Baseggio davanti alla porta dell’osteria “da la Olga”.

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