Le Rondini di Ponzano Veneto

Gli Ebrei

Nel sestiere di Canareggio ha trovato ospitalità il più antico e meglio conservato fra i quartieri ebraici del vecchio Continente.

Ancora oggi passeggiando per le calli si incontrano molti ebrei facilmente riconoscibili dal cappello cilindrico o dallo zucchetto lavorati a mano e indossati in segno di distinzione e per ricordarsi di essere in presenza di Dio.
La presenza ebraica a Venezia, come peraltro per le altre comunità, era dovuta a ragioni commerciali. Intensi furono i rapporti con le comunità locali anche se gli ebrei erano relegati in un ambito ben delimitato.
Venezia ospitò i numerosi gruppi di ebrei, popolo errante, a mano a mano che questi venivano espulsi dalle terre di origine. All’inizio del 1700 si contavano nel ghetto ben nove sinagoghe che i Veneziani chiamavano scuole, come gli edifici di culto delle confraternite cristiane.
A causa delle persecuzioni naziste durante l’ultima guerra, gli ebrei diminuirono notevolmente ma ancor oggi questa comunità è molto attiva a Venezia attraverso le sue istituzioni religiose e amministrative.

Per approfondire questo interessante aspetto della storia di Venezia si può leggere il libro “Venezia città aperta. Gli stranieri e la Serenissima XIV-XVIII secolo” di Andrea Zannini Editore Marcianum Press, collana Metropoli, gennaio 2009.

Riporto integralmente la descrizione del volume:

Venezia “porta d’Oriente” seppe nella sua plurisecolare storia gestire rapporti e scambi con i diversi popoli del Mediterraneo e in generale relazioni positive con genti, culture e religioni diverse. Questo libro racconta come il governo della Serenissima seppe in particolare organizzare e regolare la presenza degli stranieri nella città. Nell’offrire un quadro concreto di popoli e fedi presenti, illustra ambiti, luoghi e modi con cui si articolava l’azione amministrativa verso gli stranieri residenti, che operavano dalle professioni più umili sino alle specializzazioni di nicchia. La concretezza, lasciataci come insegnamento dai veneziani della Serenissima, può servire a disegnare il nostro presente coinvolto nel processo di globalizzazione.